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| Estate 2001: Fine settimana in capanna | |
| Estate 2002: Ritom – Cadagno | |
| Estate 2003: Val Corno – Giro del Nüfenenstock | |
| Estate 2004: San Gottardo – Giübin |
Avremmo voluto apprezzare la flora dell’altipiano della Greina e ci avevano consigliato come periodo ottimale l’inizio di luglio! Nessuno ha però fatto i conti con le eccezionali nevicate dell’inverno; a ciò aggiungiamo che il tempo meteorologico ci ha “fregati”. Ci siamo così trovati ad ammirare distese di neve, immersi in una gelida nebbia che avrebbe fatto rinunciare alpinisti tra i più famosi. Ma sei vere “rocce” non hanno desistito: partiti da Sobrio il sabato mattina presto, hanno fatto il classico giro della Greina pernottando alla Capanna Michela. Chissà come avremmo attraversato il piano della Greina se non avessimo collaborato con tre escursionisti belghi che, muniti di GPS, erano già praticamente persi poche decine di metri dopo aver lasciato la Capanna Scaletta? Da citare il ritrovamento di uno stambecco morto subito sotto la capanna Scaletta.
Per la nostra seconda avventura abbiamo deciso un itinerario che poteva coinvolgere anche chi non se la sentiva di fare una lunga camminata. La prima variante ha portato i nostri prodi dalla diga del Ritom lungo la val Piora fino alla capanna Cadagno. Per chi voleva arrivare più affamato, l’invito era a salire fino al lago Tom, per poi ridiscendere verso Cadagno. Per tutti era pronta in capanna una buona polenta. Particolare: anche stavolta il tempo non prometteva un gran che… ma i sobriesi non si arrendono e il gruppo era formato da più di 20 persone!
Questa volta si parte con i classici sette soli; siamo una ventina e abbiamo tutta l’intenzione di divertirci e di goderci una giornata fantastica. L’itinerario, dopo la ripida salita fino alla capanna Corno Gries, permette di chiacchierare e di restare affascinati da corsi d’acqua, fiori, ghiacciai. La gara è a chi scorge più marmotte. Dopo il pic nic aggiriamo la “Scaglia di Corno” e scendiamo in Cruina attraverso i pascoli dove un tempo scorrazzavano le mucche dei contadini di Sobrio. Non possiamo non citare il record della giornata: abbiamo perso ben due suole degli scarponi… l’anno prossimo porteremo con noi un calzolaio! La giornata termina con una “taiada” da Sergio.
Altra giornata con tempo favoloso; la compagnia diventa più numerosa, siamo
una trentina, e l’ambizione dei sobriesi è di raggiungere i 2776 metri del pizzo
Giübin. Dopo aver raggiunto il lago della Sella, saliamo verso il passo Posmeda
per poi conquistare la vetta del Giübin,da dove gustiamo una indescrivibile
vista a 360 sulle alpi. Sarà la fatica, sarà il caldo, al rientro siamo tutti
cotti… ma è peccato andare subito a casa, e concludiamo con una pizza da Norma.
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